Letture iperbariche.
Cosa consigliare per ingannare il tempo, mentre sudate e sbuffate nella mascherina?
Le cose più adatte sono, nell’ordine: dormire, le parole crociate, una rivista di gossip, un quotidiano (sportivo, perché è meglio evitare incazzature in ambiente estremo). Se proprio non potete fare a meno di un libro, ecco cosa sto leggendo io.
- Sono io che me ne vado, l’esordio di Violetta Bellocchio. Frasi brevi. Capitoli brevi. Perfetto per le pause ogni venti minuti. (quando le ho fatto sapere questa modalità di fruizione del suo romanzo, c’è rimasta un po’ così…)
- La banda dei brocchi, di Johnatan Coe. Sì, sono forse l’unico nell’emisfero boreale che non l’aveva ancora letto. Grande.
- L’ozio come stile di vita, di Tom Hodgkinson. Appena iniziato: pare interessante e ampiamente condivisibile (considerato il nome di questo blog, potevo forse esimermi?)
- Papi, di Gomez-Travaglio-Lillo. Sì, proprio lui. Regalo alla fidanza, poi cooptato. Non potevo resistere…
- L’opera struggente di un formidabile genio, di Dave Eggers. Devo ancora cominciarlo. Suggerito dalla fidanza: vedremo.
Una sbirciatina ai miei compagni di terapia. Oltre ai già citati cruciverba e riviste da parrucchiere, sono Dan Brown e Ken Follett che vanno per la maggiore, provocando accesi dibattiti su chi ha ucciso chi. Ho beccato una signora con Camilleri, un tipo persino con Calvino. Una ragazza diciannovenne (quindi già nell’età della ragione) sfoggiava Tre metri sopra il cielo (3MSC, pardon…). Ora: non voglio fare facili snobberie, però Moccia no. Moccia è cattivo.
Ecco come sono andate le cose. Ci ha informato che iniziare un libro le risultava arduo, ma in quel caso lo sforzo era stato ampiamente ripagato e adesso ne era conquistata. Al che prevedevo sorrisetti, alzate di sopracciglia e colpi di tosse da parte degli astanti: niente. Unico commento: “Aah, quello è bellissimo, l’ho letto anch’io!”. Da parte di una vamp platinata della bassa modenese, sulla quarantina.
Ma la palma d’oro, insindacabile, della lettura iperbarica va a una ragazza che sfogliava assorta una brochure di cui non riuscivo bene a vedere il titolo. Era il manuale d’istruzioni di un forno da incasso della Electrolux.
Musica iperbarica.
No, non potete portarvi l’iPod. A meno che non esista un modello da sub. Quindi l’unica opzione musicale è quella in cui il manovratore (quello che sta fuori) accenda la radio. Che di solito, immancabilmente, è RDS: non si scappa. Quindi Top20 in rotazione. Ovvero, al momento, dosi da cavallo di: Tiziano Ferro, Vasco, Lady Gaga, J-Ax e qualche altro tormentone che ora mi sfugge.
Allora: il Vasco nazionale ripete lo stesso concetto da circa trent’anni, l’ultimo hit è un mantra. “mipiacitu, mipiacitu, mipiacisolotu. come te lo devo dire?”. L’hai appena detto. Lady Gaga: si accettano scommesse su quanto tempo passerà prima che nessuno si ricordi più di lei e delle sue stampelle dorate (le voglio!!!). E stiamo parlando di una che si chiama Stefani Joanne Angelina Germanotta. Su di lei segnalo questo mirabile post di Inkiostro. Veniamo a J-Ax, che ci dice:“io sono Bruno Sacchi col suo Moncler, io sono Lino Banfi con Edwige Fenech”. D’accordo, hai quasi quarant’anni, ma i tuoi fan ne hanno, tipo, quindici. Non erano neanche nati quando vedevi i Ragazzi della 3C e per loro Lino Banfi è soltanto Nonno Libero. Fai te.
E cosa vuoi dire a Tiziano Ferro, uno che ti butta lì un verso come: “ti do questa notizia in conclusione. notizia è l’anagramma del mio nome”? L’anagramma del mio è Sommato, comunque. E se ci metto anche il cognome vengono perle come: Metabolismo Rasta, Molestatori Samba, Rassettammo Olbia, Resto Imbalsamato, Marito Assemblato e – il mio preferito – Rambismo Esaltato. Tiè!
ps. se volete giocare anche voi, andate qui
